Sacra sgangherata Famiglia

L’aereo è veramente pieno zeppo ormai tanti africani e non rientrano dalle vacanze. Ho avuto la fortuna di poter avere uno dei pochi seggiolini liberi accanto e mi sono allargato, una bella opportunità visto che il mio posto era proprio accanto ad un energumeno africano e penso che pure lui sia contento di non avere vicino uno della mia stazza. Ora sono nel mio posto preferito,proprio accanto al finestrino, e potrò rivedere le onde calde del Mediterraneo e la bella penisola scorrere sotto i miei occhi. E per un mesetto resterò in Italia per riposare.

Nelle ultime settimane la fatica dell’anno pastorale e della vita africana ha presentato il conto con una settimana di malattia. Insomma è il tempo per staccare un attimo. Eppure queste sono state settimane belle e preziose nonostante le fatiche. Per la prima volta abbiamo organizzato una settimana dei bambini disabili. Da 17 anni durante le vacanze scolastiche la parrocchia organizza una settimana per i bambini con giochi e attività. Negli ultimi anni abbiamo cercato di inserire alcuni ragazzini disabili all’interno di questa settimana, quest’anno abbiamo voluto pensare una settimana esclusiva per questi bambini. In totale sono più di trenta tra disabili, ragazzini che seguiamo per la loro anemia severa e altri bambini normodotati ma provenienti da famiglie povere che vorremmo includere.

Ci ritroviamo così in un mondo magico popolato da creature mitiche: i nostri piccoli amici che riescono sempre a stupire. Le attività sono state pensate da Walter con un gruppo di volontari inviati dal centro missionario Giorgia, Michela e una coppia di cari amici Valentina e Daniele. A loro si aggiungono i maestri che tutto l’anno aiutano i bambini nel percorso scolastico, Etienne operatore della Caritas, Yannick e Jean Jacques che sono giovani disabili e un gruppetto di animatori della parrocchia.

Come ogni mondo magico, ci sono anche dei momenti stranianti e preoccupanti, come ogni fiaba ci sono pure gli imprevisti. Così dopo pochi minuti ci ritroviamo a gestire la crisi epilettica di Emmanuel, un ragazzo disabile molto grave e che non conosciamo bene perché solo da poco tempo frequenta la parrocchia. Da quel momento Daniele non lo molla più e veglia con occhio vigile sul suo piccolo amico anche quando si riprende bene e comincia a camminare e preso dall’entusiasmo comincia a tirare manate a tutti. Ci si ritrova alle 8 e fino alle 17 si resta insieme. E allora ci sono pure pannoloni da cambiare e qualcuno da accompagnare alla toilette. Si dice che i veri amici si vedano nel momento del bisogno ed ecco che si supera facilmente il naturale ribrezzo per venire incontro al bisogno di questi piccoli angeli.

Le attività che sono state pensate sono splendide e mi sorprendo a vedere i bambini più insospettabili a preparare la loro collana e decorare la bottiglia o preparare un bel collage su un quadretto di legno. Anche Koffi, che di sicuro non è più un bambino almeno nel corpo, si dona con gioia a tante attività ed è bello vederlo infilare perline in un filo e poi per giorni mostrare la sua splendida collana con l’orgoglio di chi finalmente ha fatto qualcosa di gratificante nella vita.

Poi c’è Soualio che è appena tornato dalla riabilitazione dal don Orione e vuole solo camminare. Ogni occasione è buona, ti prende per mano ti fa un sorriso irresistibile e ti conduce dove ha in testa lui. Poi c’è Pascal con la sua mano atrofizzata che attacca briga con tutti i bambini e che cerca sempre e solo attenzioni, figlio disabile e disprezzato di una seconda moglie. Ogni volta si avvicina e ti chiede di realizzare il suo sogno: avere un camion che trasporta bombole di gas. Un carattere esplosivo, ma quando comincia a lavorare con i pastelli, i pennelli e la colla diventa un piccolo artista, si calma e realizza oggetti splendidi. E poi c’è Monique che con il nuovo farmaco non ha più crisi epilettiche e che si sta pian piano riprendendo. Non sempre vuole partecipare alle attività, ma è molto felice di avere il piatto pieno e pure qualche caramella e giochino da arraffare e mettere in tasca. La famiglia non ha mai tempo per lei che pure è una bimba tanto sveglia. L’ultimo giorno quasi la costringo a truccarsi come tutti gli altri bambini e mentre lei accetta di malavoglia consuma la sua vendetta. Prende un pastello del trucco e comincia a tracciare linee libere sul mio volto. Quando le chiedo da cosa mi abbia truccato lei se la ride e in lingua agni mi risponde: da caprone…

Mercoledì ci regaliamo il lusso di un’uscita nel capoluogo ad Abengourou e ci rechiamo al santuario diocesano della Santa Famiglia di Kizito. È un luogo molto bello e verde caratterizzato da un grande parco con due grandi statue, quella di Maria e quella di Giuseppe con Gesù bambino. Noi tutti ci rechiamo davanti a queste statue e anche se siamo di religioni diverse, se alcuni sono cattolici, altri invece protestanti e altri ancora musulmani, ci troviamo tutti a cantare e invocare l’aiuto di Dio attraverso Maria… perché in fondo la mamma è sempre la mamma e tutti noi sappiamo che la combriccola sgangherata zoppicante e esilarante che siamo in questi giorni ha mostrato di essere famiglia e che quello che abbiamo celebrato ha il gusto del sacro…una sacra sgangherata famiglia.

Pubblicato da donlucapez

Prete dal della diocesi di Bergamo. Nato a Grosseto nel 1984. Ordinato il 22 maggio 2010. Curato dell'oratorio di Boltiere fino all'agosto del 2018. Dal novembre 2018 missionario fidei donum nella diocesi di Abengorou in Costa d'Avorio

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