La terza domenica del mese di ottobre è la giornata missionaria mondiale e tradizionalmente pure l’inizio dell’anno pastorale nella nostra parrocchia di Saint Maurice a Agnibilekrou. Di fatto con questa giornata ricomincia la vita più ordinaria della parrocchia che si era interrotta con le vacanze scolastiche, riprende la catechesi, e pure i vari gruppi parrocchiali ricominciano i loro incontri settimanali. Per il popolo ivoriano è sempre l’occasione per ritrovarsi e fare un po’ di festa e forse dopo alcuni anni rischio di non fare più caso al contagioso entusiasmo africano.


Per questa occasione la Chiesa è gremita, anche la terrazza attigua è riempita di panche e molte persone hanno dovuto sedersi nelle panche in cemento collocate nel cortile delle Chiesa. Alla processione di ingresso partecipano tutti i catechisti e un rappresentante per ogni gruppo parrocchiale. Le associazioni della parrocchia sono davvero molte, si va dai gruppi per l’animazione dei bambini (scout, azione cattolica, chierichetti e le ragazze che danzano in Chiese) ai gruppi della liturgia (lettori, ministri dell’eucarestia, tre corali, ma anche il gruppo del servizio d’ordine e quello destinato a raccogliere le offerte) e poi i gruppi di preghiera e carità (come la legione di Maria, il rinnovamento dello Spirito, il gruppo vedove, i Focolari ecc). Insomma circa una ventina di associazioni animano la parrocchia durante tutto l’anno secondo diversi carismi. Nonostante non siano certo gruppi composti da persone facoltose, tutti ci tengono ad avere la loro maglia e la loro divisa per farsi ricomnoscere e tutti la sfoggiano con orgoglio in giorno dell’inizio dell’anno pastorale. Dopo un po’ di anni mi sorprendo ancora ad innervosirmi per quello che non ritengo necessario, eppure capisco che per tante persone quella maglia portata con orgoglio è fonte di riconoscimento, in fondo per un africano non esiste l’individuo, esiste solo il gruppo.


La Messa è ricca di colori, di danze e di gioia. Quest’anno pastorale sarà caratterizzato dal grande giubileo della Chiesa cattolica e pure un gruppo parrocchiale, grazie al centro missionario e all’accoglienza offerta dalla parrocchia di Casnigo potrà venire in Italia e andare in pllegrinaggio a Roma per questa ricorrenza. Il parroco di Casnigo è don Massimo Cornelli che ha vissuto tanti anni a Agnibilerkou come vicario lasciando un bellissimo ricordo. Ma prima di questo pellegrinaggio in Italia e a Roma, anche i casnighesi verranno in pellegrinaggio in Costa d’Avoprio per vivere un’esperienza missionaria e provare ad essere pellegrini di speranza.
Inoltre il 2025 segnerà il cinquatesimo di presenza dei missionari bergamaschi in terra ivoriana, più precisamente nella diocesi di Abengurou. La visita del Vescovo Francesco a febbraio ci aiuterà a ricordare la bellezza di questa lunga collaborazione. Anche questa collaborazione non è più univoca, infatti da ormai nove anni, alcuni preti ivoriani svolgono il loro ministero nella diocesi di Bergamo.
Insomma sembra di poter dire che ogni anno sia sempre uguale, eppure assume toni diversi, a volte sono i grandi eventi che caratterizzano l’anno con i loro colori smaglianti, ma poi ci sono le persone che con le loro sfumature riescono a regalare profondità all’opera di Dio.


Durante la Messa do sempre un occhio alla mia destra, all’estremità del transetto, dove le porte si spalancano verso il cortile, si è seduto come ogni domenica il mio amico Koffi. Eppure questa volta ha qualcosa di diverso, il suo vestito in pagne è splendido, nuovo di pacca e fatto su misura. Alla fine della Messa tutti si complimentano con lui. Il nuovo vestito gli è stato confezionato qualche giorno prima da Ghislain. Non è una novità per questo bravo sarto fare dei vestiti per Koffi, in qualche occasione gliel’ho commissionati per qualche bella ricorrenza, ma questa volta nessun ordinazione, ma di sua spontanea volontà ha pensato ad un regalo per lui. E forse una di quelle sfumature ricche di questo nuovo anno pastorale è proprio lo sguardo di Koffi più sicuro, ma soprattutto lo sguardo di tante persone più indulgente e accogliente verso questo piccolo figlio di Dio. E la cura di Ghislain che con i mano un bel tessuto pensa a chi il vestito non può comprarselo e lo confeziona con cura e attenzione. E allora scopri che nella monotonia di ogni anno, qualche piccolo grande miracolo accade sempre e ti sorprende.

