La montagna e Maometto

Il gruppo dei CV-AV è uno dei gruppi di animazione e formazione dei bambini più attivi in parrocchia. Si tratta di un gruppo di azione cattolica nato in Francia nei primi anni del novecento, ma che in Costa d’Avorio ha trovato un grande successo. La sigla ha un gusto un po’ retrò “cuori valorosi e anime valorose” e pure certi slogan risentono del tempo che passa, ma è bella la loro dedizione e il loro impegno encomiabile. I bambini vi partecipano numerosi, ma è anche una splendida formazione per adolescenti e giovani che, diventando grandi, assumono il ruolo di responsabili della gestione dei più piccoli e devono impegnarsi nell’organizzazione della attività.

Il gruppo è presente da più di quarant’anni in città, ma ultimamente il sogno è di potere creare una sezione anche a Bangoua, il villaggio più grande e più lontano della nostra parrocchia. Al villaggio i bambini certo non mancano, spesso mancano le risorse per permettere ai bambini di partecipare alle attività e soprattutto mancano giovani e adolescenti disponibili ad impegnarsi per la formazione dei più piccoli. Più volte ho cercato di spingere alcuni giovani a impegnarsi nella formazione CV-AV, ma i risultati sono sempre stati deludenti. Quest’anno abbiamo cercato di forzare un po’ la mano e tutto il gruppo della città è stato invitato ad un campo di formazione e divertimento proprio al villaggio di Bangoua. Grazie all’impegno di tutti, la risposta è stata davvero grande e più di ottanta CV-AV della città si sono spostati al villaggio, a loro si sono aggiunti una ventina di bambini locali, in totale più di cento persone hanno riempito il villaggio. E se la montagna non va da Maometto…ecco Maometto andare alla montagna!

Il venerdì sera dopo la scuola, verso le 19, partono tre camioncini colmi di ragazzi, arriveranno solo dopo più di tre ore di un viaggio estenuante su strada pessima, in tempo per mangiare un boccone e andare a dormire. Il giorno del sabato si apre presto, con la Messa delle 6 del mattino, prima che tutto il villaggio vada al campo a lavorare. E se è vero che cento bambini sono insieme a divertirsi e formarsi, vediamo anche una processione ancor più numerosa di bambini che passano con il loro machete per andare a lavorare la terra: questa è l’Africa. Forse proprio per questo bisogna vivere intensamente ogni attimo del nostro incontro, che non sia spreco di tempo o di energie, ma un’occasione di crescita in una terra che non ha bisogno di sprechi.

Nella mattinata allora ci rechiamo dal capovillaggio per un saluto e scoprire una figura tanto importante nella tradizione ivoriana che ancora oggi può giocare il suo ruolo in maniera positiva per la popolazione. Lasciato il cortile del capo, in pochi passi raggiungiamo il fiume al bordo del quale il villaggio è stato costruito più di cent’anni fa e da cui prende il nome. L’acqua poco più di un mese fa lambiva pericolosamente la case, ma la siccità ha ridotto il fiume ad un torrente, comunque sempre bello e affascinante. Nonostante l’acqua limacciosa e inquinata, ogni sera i bimbi di Bangoua vengono a lavarsi e a prendre l’acqua per i bisogni della casa.

La giornata procede rapida tra momenti di formazione, partite di calcio, giochi e preparazioni di balletti e sketch per lo spettacolo che si tiene la sera. A cucinare ci pensa un gruppetto di ragazze adolescenti che con abilità e passione preparano dei pasti davvero sfiziosi: anche questo è essere CV-AV, mettersi a disposizione con le tue buone qualità per il benessere dei più piccoli.

La domenica la Messa diventa un momento di festa unico. Infatti si celebra con gioia un altro evento: l’installazione di un presidio della legione di Maria. Il nome può sembrare inquietante, ma in realtà si tratta di un gruppo mariano, molto attivo in Costa d’Avorio, che si propone la preghiera del Rosario e la visita agli ammalati e i poveri. Anche in questo caso da alcuni anni si prepara la comunità di Bangoua per poter creare un gruppo, che richiamandosi alle antiche legioni romane, si chiama presidio. La cerimonia prende un po’ di tempo, ma in Africa questo non è mai un problema, e l’assemblea si lascia contagiare da questo momento lieto e gioioso. Anche il responsabile di Agnibilekoru è venuto a Bangoua per incoraggiare il gruppo e preparare la cerimonia. Si chiama Jean Baptiste, è un uomo di una certa età che vive solo. E’ una persona davvero cortese, che per vivere vende le bottiglie di benzina davanti alla parrocchia, è spesso sorridente, ma negli occhi si intuisce un velo di tristezza. Mi ha confidato di aver avuto una famiglia e un buon lavoro, ma di aver perso tutto a causa della guerra e questa ferita sembra trapelare in ogni suo atto. Si dedica con fervore alla legione di Maria che è davvero la sua missione e, forse, l’unica famiglia che gli è rimasta. Mi commuove che alla fine della Messa, quest’uomo semplice e dimesso si mette a ballare come un bambino. Anche i CV-AV non si tirano indietro e cantano e danzano la loro gioia. Infine Richard, un giovane del villaggio, annuncia che si rende disponibile a seguire il nuovo gruppo CV-AV di Bangoua.

Dopo la Messa, nonostante il sole a picco e la calura del meriggio, ci rechiamo da tutti i malati del villaggio, io, come al solito, porto la comunione, i ragazzi portano un pacchetto con sapone e generi alimentari… e alcuni di questi vecchietti hanno le lacrime agli occhi vedendo tutti questi bimbi rendergli omaggio. E nonostante la fatica di tutti spero che ne sia valsa la pena, che qualche ricordo rimanga come segno nel cuore e nella mente dei ragazzi della città e del villaggio e che il seme della speranza non sia gettato in vano e chissà che forse non sia la volta buona… che la montagna vada da Maometto!

Pubblicato da donlucapez

Prete dal della diocesi di Bergamo. Nato a Grosseto nel 1984. Ordinato il 22 maggio 2010. Curato dell'oratorio di Boltiere fino all'agosto del 2018. Dal novembre 2018 missionario fidei donum nella diocesi di Abengorou in Costa d'Avorio

Una opinione su "La montagna e Maometto"

  1. ciao, grazie del racconto che ci dice di una vivacità umana e cristiana che spesso qui è in crisi… per me è mia moglie Mariangela è anche fare memoria dell’amico don Francesco Orsini che ci raccontava di questo. Un augurio perché il Natale rinnovi la benedizione quotidiana del Dio che c’è e che viene. Ciao e grazie degli invii

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