Boahia

L’anno scorso, proprio i giorni prima dell’inizio della Quaresima, ero rientrato in Italia per alcune visite mediche. In realtà sono rimasto per un breve periodo, poco più di una settimana, ma sono riuscito a fare il mio vaccino e pure a stare un po’ con la mia famiglia: sia a passeggiare sulla neve come non riuscivo a fare da anni, sia a celebrare il compleanno di persone importanti tra cui mia nonna e il mio caro zio don Isacco. Non immaginavo che sarebbe stata l’ultima volta che li avrei abbracciati dal vivo, ma in fondo anche questo e grazia, un rientro non previsto che mi ha permesso di salutarli un’ultima volta.

Il rientro era stato pure un’occasione per un piccolo regalo alla mia parrocchia di origine, la parrocchia di Campagnola, dove sono cresciuto come uomo e come cristiano. Proprio l’anno scorso avevamo fatto preparare delle vie crucis per la nostra Chiesa parrocchiale di Saint Maurice a Agnibilekrou. Vedendo queste opere ho subito pensato alla chiesa parrocchiale di Campagnola, così spoglia e senza ancora delle via crucis. Così è nata l’idea di regalare una copia di queste opere anche per la mia parrocchia. Immediatamente molti parrocchiani si sono mobilitati per incorniciare queste opere perché fossero ben visibili nella nostra chiesa. Il risultato mi è sembrato veramente bello. Questa gara di generosità dei campagnolesi ha portato che non solo le via crucis siano ben installate, ma che una buona somma di denaro donata per incorniciale fosse rimasta inutilizzata. A settembre, durante le mie vacanze, Don Claudio e la comunità hanno deciso di donarmi questa somma per sostenermi nella mia missione.

Sempre a settembre don Isacco è morto. Come ho scritto a febbraio avevo potuto salutarlo proprio nei giorni del suo compleanno e avevo potuto celebrare la Messa con lui, ormai allettato. A settembre, sebbene fosse tanto fragile, contavo di vederlo, per poterlo salutare ancora, proprio qualche giorno prima del viaggio in maremma, mi giunge la notizia che zio don Isacco è morto. Per me è sempre stato un esempio meraviglioso di prete e missionario completamente dedito ai suoi figli maglianesi. Come un papà conosceva tutti e mai ho sentito una parola inadeguata su qualcuno, di tutti sapeva bene i pregi e perdonava con indulgenza i difetti. Mi ha colpito che alla sua morte don Roberto e tutti i maglianesi hanno voluto che le offerte raccolte per il suo funerale andassero per la mia missione.

In questo modo ho ricevuto un aiuto molto toccante sia dalla comunità in cui sono stato battezzato, Magliano in Toscana, sia dalla comunità dove sono cresciuto, Campagnola. Subito ho pensato a come investire questi soldi e ho pensato che sarebbe stato giusto spenderli per un’altra comunità parrocchiale. La nostra comunità di Agnibilekrou è ormai veramente autonoma e le offerte dei fedeli bastano al mantenimento delle strutture e delle attività parrocchiali e negli anni i missionari hanno costruito tutto il necessario: una bella casa parrocchiale, una chiesa grande, delle belle sale per le attività, una casa per gli ospiti ecc…. Ci sono però in diocesi parrocchie rurali dove mancano le strutture essenziali per una buona pastorale. In particolare ho pensato a père Edmond. Originario della parrocchia di Saint Maurice Edmond è un prete molto generoso e attento ai bisogni dei più piccoli e dei più poveri. Nei primi anni di ministero si è dedicato con amore ai prigionieri in quanto cappellano del carcere. Circa un anno fa’ in pieno anno pastorale è stato nominato parroco di Boahia, una comunità rurale il cui parroco era tragicamente deceduto in un incidente in automobile. Père Edmond si è da subito donato con coraggio a questa comunità che si trova nel nord della nostra diocesi, in una zona a forte presenza musulmana. Sebbene Boahia sia parrocchia ormai da parecchi anni, manca ancora una Chiesa, e la comunità si ritrova a celebrare sotto una tettoia posticcia coperta da qualche ramo di palma che può proteggere dal sole intenso, ma non di certo dalla pioggia. I suoi predecessori hanno cominciato a costruire i muri dell’edificio, ma ormai mancano i mezzi per continuare. Così grazie all’aiuto di Magliano e di Campagnola abbiamo comprato i fogli di lamiera necessari per coprire la Chiesa e i parrocchiani si sono impegnati a trovare e segare le assi di legno e a pagare la manodopera. Dopo alcuni mesi di preparazione e di lavori finalmente la Chiesa è coperta. Talmente tante cose sono ancora da completare, ma per questa Pasqua la comunità finalmente potrà celebrare al riparo dalle piogge (che spesso in questo periodo sono abbondanti) e pregare con semplicità che il raccolto sia buono, per poter permettersi di far studiare i figli e dare da mangiare a tutta la famiglia e con grandi sacrifici poter ancora aiutare la propria parrocchia, per il pavimento, l’intonaco, l’impianto elettrico, le porte ecc… Intanto il parroco père Edmond ringrazia il grande missionario don Isacco e le comunità di Campagnola e Magliano per il loro contributo essenziale.

Pubblicato da donlucapez

Prete dal della diocesi di Bergamo. Nato a Grosseto nel 1984. Ordinato il 22 maggio 2010. Curato dell'oratorio di Boltiere fino all'agosto del 2018. Dal novembre 2018 missionario fidei donum nella diocesi di Abengorou in Costa d'Avorio

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