Re e regine

La strada per il villaggio diventa sempre più impraticabile, ormai da sette anni, ovvero dal mio arrivo in Costa d’Avorio, nessuna macchina viene per spianare la strada e basta una piccola distrazione per finire con una ruota in un canale scavato in mezzo alla strada dalle piogge e restare bloccato. In questi mesi le piogge copiose, che pure rendono contenti i contadini, non fanno altro che peggiorare radicalmente la situazione. Dopo una giornata di pioggia intensa partiamo verso il nostro villaggio di Akpwesso, sappiamo che la strada più corta è impraticabile a causa del fiume che è uscito dagli argini, ma anche la strada alternativa è piena d’acqua! Però oggi non possiamo assolutamente mancare l’appuntamento: domenica sarà una grande festa. Sul cassone del nostro pick-up siede Giulia, fisioterapista volontaria che resterà con noi tre mesi e che è arrivata da qualche settimana. Scendendo dalla macchina mi guarda sbalordita: “non pensavo potessimo arrivare e si potessero percorrere certe strade.” Accanto a lei il vecchio François che a settant’anni ha ancora uno spirito giovanile. È stato scelto dal suo villaggio per andare in pellegrinaggio in Italia. In effetti, quest’anno per l’anniversario dei cinquant’anni della missione, e per il giubileo della chiesa universale, la parrocchia ha organizzato un pellegrinaggio in Italia. I pellegrini sono potuti partire grazie all’aiuto della parrocchia di Casnigo che ha accolto e organizzato il gemellaggio, il parroco di questo paese è don Massimo, indimenticato missionario ad Agnibilerkrou. I pellegrini sono di ritorno e François non perde un momento per raccontare della sua esperienza italiana: “i padri vengono qui nelle nostre strade, mentre da loro tutto è asfaltato! Incredibile!”, non sa che guidare su pista è molto più divertente, anche se effettivamente più faticoso. Nel pomeriggio il vecchio François prende con una scusa me e Giulia e ci trascina in mezzo al villaggio salutando ogni singola persona dell’abitato di Bangoua: sono tutti contenti di rivederlo.

Ma François non è l’unico pellegrino dei nostri villaggi, nel piccolo abitato di Kouassi Andrekro, Albert è di ritorno giusto in tempo per un evento importante che aspettiamo da anni: il suo battesimo e il suo matrimonio! Albert è un catechista, uno dei più impegnati e bravi della parrocchia. Nel villaggio essere il catechista non si limita all’insegnamento della dottrina una volta a settimana. Il catechista fa le veci del prete e presiede la liturgia della parola, leggendo il Vangelo e predicando. Albert anima la corale e il gruppo dei giovani, si prodiga nell’organizzazione delle feste ed è davvero il motore di questa comunità. Purtroppo non era ancora battezzato. Albert in effetti ha seguito il percorso di catechesi da adulto, come molti in Costa d’Avorio, ma finito la formazione non ha potuto celebrare il suo battesimo perché convivente con la sua donna. La paura di un passo importante come quello del matrimonio cristiano ha fatto procrastinare per anni il battesimo di Albert che frequentava la Chiesa, animava la liturgia, senza però essere battezzato: paradosso delle terre missionarie. Finalmente ha accettato di sposare sua moglie con cui ha quattro figli ormai grandi. Ma non è solo, anche Alexis, l’altro catechista celebra il suo matrimonio con Solange, l’animatrice delle ragazze che danzano in chiesa, e pure Clarisse con Martin, un anziano signore praticamente ormai cieco che durante la cerimonia sembra particolarmente spaesato e infine una adolescente sarà battezzata.

La domenica, durante la  cerimonia, la piccola cappella del villaggio di Kouassi Andrekro è gremita come non mai perché sono arrivati i cristiani da tutti i villaggi intorno e molti amici e parenti sono venuti da tutta la Costa d’Avorio. Gli sposi infatti non sono dell’etnia Agni, ma vengono dal nord e si sono trasferiti nel villaggio in cerca di terra da coltivare, quindi non pochi amici e parenti sono venuti dal loro paese d’origine. Una folla di curiosi filma incessantemente e senza troppo buon senso ogni momento della cerimonia, è il segno triste di una globalizzazione che porta anche nel villaggio senza corrente gli smartphone e che trasforma tutti il tiktoker! Tuttavia l’emozione è vera e forte e quando gli sposi rientrano dopo il loro battesimo danzano con grande gioia. Sono tutte persone semplici, alcune sono persone analfabete, ma oggi sono re e regine: è la dignità di essere figlio di Dio, non per i tuoi soldi, non per i tuoi titoli, non per i tuoi meriti, ma per grazia e dono. Dopo la cerimonia gli sposi salgono all’altare per firmare il registro, il vecchio Martin è un po’ impacciato, non vede a causa di una brutta cateratta e non sa dove firmare, più volte cerco di indirizzarlo e alla fine riesce a tracciare la sua tremolante croce al posto giusto. Quel segno che esprime il suo impegno di marito, è anche il segno di ogni cristiano, segno della fedeltà di Dio sempre.

Pubblicato da donlucapez

Prete dal della diocesi di Bergamo. Nato a Grosseto nel 1984. Ordinato il 22 maggio 2010. Curato dell'oratorio di Boltiere fino all'agosto del 2018. Dal novembre 2018 missionario fidei donum nella diocesi di Abengorou in Costa d'Avorio

2 pensieri riguardo “Re e regine

  1. Ciao don Luca, sono Mauro di Ponte Nossa, l’amico di don Francesco Orsini. Grazie dei tuoi invii continui. Anche se non rispondo quasi mai mi fa molto piacere vedere l’entusiasmo che metti nella tua azione missionaria. Sento nel cuore che don Francesco gioisce nel vedere quello che fai. Lui era un po’ orso, almeno per gli altri (per noi un grande amico dal cuore sempre aperto a tutti anche nell’onestà di dire quel che non andava), ma convinto che dove veniva chiamato era sempre il posto giusto per esprimere la sua vocazione. Continua nei tuoi invii e ti ricordiamo nel cuore e nella preghiera. Ciao da Mauro con Mariangela e tutta la tribù

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