Hey man!

“Hey man! Che sei solo come me dall’altra parte della strada! Hey man vieni e canta insieme a me da questa parte della strada! Che ci facciamo compagnia!” Sono mesi caotici in parrocchia nella bellezza, ma anche nella fatica di tanti incontri. Già il tempo di quaresima è un momento ricco di momenti di approfondimento, preghiera e pellegrinaggi, ma in più non sono mancate le visite.

Qualche settimana fa’ abbiamo ricevuto un gruppo di amici legati alla scuola di Sovere dove Walter ha lavorato per anni come assistente educatore. Grazie ai legami di amicizia creati, la scuola di Sovere, in questi anni, non ha mai fatto mancare il suo apporto con aiuti di ogni tipo. Quest’anno il dirigente Salvatore ha insistito perché potesse venire in Costa d’Avorio una équipe della scuola per lavorare concretamente sul territorio ivoriano in uno scambio con le nostre realtà. Nel cortile della missione si trova infatti una scuola primaria un po’ particolare chiamata la Passerella. Questa scuola è pensata per tutti quei bambini descolarizzati che non sono stati iscritti in tempo alla scuola pubblica e che hanno perso alcuni anni per i mille disastri africani. Grazie a questa scuola alcuni bambini hanno avuto accesso ad un’istruzione e, a volte, hanno recuperato il gap con il loro coetanei.

I docenti della scuola di Sovere hanno un approccio molto interessante alla scuola e nelle loro valigie portano tantissimo materiale montessoriano. Il rischio che intravedo è uno scontro tra realtà totalmente diverse, eppure, con umilità tutti si mettono in ascolto gli uni degli altri per un incontro che è davvero arricchente per tutti.  Ed è bello camminare insieme anche solo per breve tratto, soprattutto quando non si cammina con l’arroganza di chi sa tutto, ma con l’umiltà di volere imparare dagli incontri della vita.

Come se non bastasse, nella stessa settimana della visita dei maestri di Sovere, ci ritroviamo nel bel mezzo di una primissima visita pastorale del nuovo vescovo Jean-Pierre. Questo ha sconvolto ancor di più le nostre abitudini, ma è stato bello vedere la semplicità del nuovo vescovo che senza problemi si è messo all’ascolto paziente e curioso di tutti. Il nuovo vescovo ci ha chiesto di accogliere nella nostra canonica anche un giovane prete di nome Cyrille che a inizio anno è stato colpito da un ictus. Non abbiamo potuto rifiutare di aiutare questo fratello in difficoltà visto anche che vicino alla parrocchia si trova il centro di fisioterapia dove potrà continuare la sua riabilitazione. Così dopo alcuni giorni la nostra comunità si è allargata con la presenza di père Cyrille e di suo fratello Isidore, che lo assiste durante questo periodo di convalescenza. Ed è importante imparare a camminare al passo lento di chi in questo momento sta facendo più fatica.

La sindaca di Sovere Federica il dirigente Salvatore con il vescovo Jean-Pierre

Questo fine settimana mi sono recato in pastorale ai villaggi, non da solo, ma con Sara, la giovane psicomotricista, che sta vivendo un anno di esperienza missionaria nella nostra missione e tre giovani seminaristi che sono venuti per una settimana di esperienza pastorale sulla nostra parrocchia. Questa domenica abbiamo celebrato il pellegrinaggio nelle nostre comunità di Appouesso et Kouassi Andrekro, due piccole comunità perdute nei campi ivoriani, ma piene di vita. I fedeli hanno scelto il luogo di ritrovo all’incirca a metà strada. E anche noi ci siamo fatti trovare a Appouesso per camminare un po’ con i nostri parrocchiani. Un segno di croce, il rosario in mano e… si parte. Qualche donna ha dei grossi panieri sulla testa: è il pranzo di mezzogiorno, altre portano il loro bimbo sulle spalle, un giovanotto precede tutti con la croce, mentre Florence, la maestra del coro, intona i canti e Elie, il catechista, conduce il rosario. Si prega, si chiacchera, si cammina… è proprio vero che se si canta e si cammina in due la malinconia passa meglio. Arriviamo al luogo designato, una piccola casupola in terra in mezzo ad un campo di anacardi, è la località Kouakou coiffeurkro, che porta il nome del fondatore, parrucchiere del villaggio.

Incrociamo i fedeli che vengono da Kouassi Andrekro e ci sistemiamo in un campo di anacardi dove si trova la tavola che servirà da altare e le persone si dispongono attorno sedute su delle stuoie. Nella semplicità di questa meravigliosa “cattedrale” la Messa è ancora più bella. Mi spiace solo vedere i seminaristi un po’ distanti, a volte nel clero locale intravedo un desiderio di sentirsi distaccati e lontani dal popolo di Dio, invece è tanto bello camminare insieme a tutti, proprio come ha fatto Gesù!

Messa a Kouakoucoiffeurkro

Stamattina un ultimo regalo di metà quaresima, arriva dal piccolo Moumouni, un bambino di sei anni che seguiamo da tanti anni: ha una paralisi celebrale, non parla e non cammina eppure ha imparato a conoscerci… Sua mamma è restata sola da quando più di un anno fa’ suo marito è partito “a l’avventura”. Da allora lavora come donna delle pulizie in parrocchia per avere il necessario per sfamare lei e suo figlio. Quando viene al lavoro spesso lascia Moumouni su una sedia e spesso passiamo a coccolarlo un po’. È proprio seduto sulla sua sedia quando lo vedo e gli vado incontro salutandolo “presidente Moumouni” (così lo apostrofo ogni giorno), lui sussulta, mi guarda, mi riconosce e dice: “Hey!”.. io e la mamma ci guardiamo attoniti, è la prima volta che lo sento parlare! E non poteva esserci saluto più bello… “Hey Moumouni, vieni e canta insieme a me! Da questa parte della strada! Che ci facciamo compagnia!”

Pubblicato da donlucapez

Prete dal della diocesi di Bergamo. Nato a Grosseto nel 1984. Ordinato il 22 maggio 2010. Curato dell'oratorio di Boltiere fino all'agosto del 2018. Dal novembre 2018 missionario fidei donum nella diocesi di Abengorou in Costa d'Avorio

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