Come ogni anno, alla fine di novembre, il regno Djuablin festeggia la sua annuale festa degli ignami. Si tratta della festa principale dei popoli “akan” di cui anche il popolo Agni fa parte. Anche il popolo agni è diviso in molti regni, ed Agnibilekrou è la capitale del regno Djuablin. Non è di certo un regno che potete trovare sulle cartine geografiche, la colonizzazione ha di fatto spazzato via tutto e spesso ha collocato in uno stesso stato etnie contrapposte e diviso con linee tracciate con squadra e compasso, intere tribù alleate. Così anche in Costa d’Avorio i popoli dell’est si sentono molto più affini ai vicini del Ghana piuttosto che ai popoli del nord ed del sud della propria nazione. Gli agni hanno però conservato gelosamente alcune tradizioni e tra queste è significativa la presenza del capo, che non è solo un governatore, ma è anche il trait d’union con tutti gli antenati che lo hanno preceduto e quindi il garante della Tradizione. Il re siede sulla sedia nera, che ha questo colore a causa dei sacrifici che si compiono annualmente alla festa degli ignami, qualcuno assicura che quel nero non è dovuto solo al sangue dei polli, ma che un tempo anche i sacrifici umani si svolgevano su quella sedia. Ogni villaggio ha un suo chef, ad Agnibilekrou risiede il re, ovvero il capo di tutti i capivillaggi.
I missionari hanno cercato di “cristianizzare” questa festa. Infatti la festa degli ignami ha molti aspetti positivi: è la festa del ringraziamento per il raccolto. L’igname è il cibo tipico del popolo agni ed è la base dell’alimentazione ancora oggi per molte persone. Si tratta di un tubero che può essere bollito, fritto, grigliato e anche schiacciato fino a formare una sorta di grande gnocco: il foutou, cibo tipico ivoriano da consumare con salse picchianti e saporite. Ed ecco che alla Messa del mattino alcune persone hanno portato le primizie del loro raccolto per farle benedire. La festa dell’igname è anche una festa di purificazione che segna l’inizio di un anno nuovo. E quest’anno è una piacevole coincidenza che segni anche un mio importante anniversario, la festa degli ignami cade il giorno del mio arrivo in Costa d’Avorio ed ho l’occasione di poter festeggiare con un buon foutou preparato dalle mie amiche Tehia e Suzanne, mentre la piccola Divine mi corre intorno emozionata.
Cinque anni prima arrivai a Abidjan, e l’indomani mattina mi recai in parrocchia ad Agnibilekrou dove fui travolto da un’accoglienza calorosa, colorata e festosa. Ma anche quest’anno l’indomani dell’anniversario del mio arrivo, si scatena ancora la festa. In effetti questo sabato si celebrano le ordinazioni di quattro giovani preti. Blaise Desiré e Julien Fabrice sono due giovani della nostra parrocchia che ho potuto seguire nel loro percorso di seminario. In questi anni durante le vacanze, appena era loro possibile, venivano ad aiutarci nelle iniziative per i bambini e per i giovani e la loro presenza era preziosa, soprattutto nei primi anni di ambientamento. Ora che li vedo prostrati davanti al Vescovo Boniface intenti e promettere fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa l’emozione è davvero grande. Al termine dell’ordinazione tutti i preti passano ad abbracciare i nuovi ordinati in segno di amicizia e di accoglienza nel presbiterio. Quando finalmente gli abbraccio sono davvero emozionato e contento per loro.
L’indomani a Saint Maurice celebrano la loro prima Messa, e se questo può sembrare totalmente normale, in realtà lascia straniti molti preti. Infatti in Africa spesso le feste per la prima Messa arrivano a mesi di distanza dall’ordinazione e il giorno di sabato perché gli altri preti possono parteciparvi. Insieme scelgono di celebrare la domenica e sinceramente scelgono di vivere un bel momento di Chiesa piuttosto che un momento che rischia di diventare autocelebrazione di una casta. Infatti la Chiesa è gremita di persone e la festa è grande tra canti, danze, discorsi e momenti emozionanti. Père Ange nell’omelia li chiama N’da, ovvero gemelli. Ora la Chiesa di Saint Maurice può celebrare con gioia i suoi gemelli diventati preti lo stesso giorno! E nel mio piccolo mi sento contento di poter aver dato un consiglio a questi ragazzi, di aver potuto dare un piccolo esempio, di poter aver dato un piccolo contributo a questa bella festa di Chiesa e proprio come alla festa degli ignami sono contento e ringrazio Dio per un sorprendente e gradito raccolto.






