Boko

A volte nell’immaginario di molti l’Africa è il continente della miseria, della povertà assoluta. Effettivamente in questi anni in Africa mi sono imbattuto in forme di grande povertà materiale e non solo che spesso mi ha lasciato sgomento. Però anche in Africa si può trovare un ceto medio e pure delle persone benestanti che vivono in una condizione agiata. Il primo gennaio di quest’anno siamo invitati a mangiare da père Ange nella casa di famiglia del capoluogo di Abengourou e siamo accolti in una bellissima villa che è la dimora di famiglia.

Il capodanno è una festa molto sentita in Costa d’Avorio e, ancor più che a Natale, le famiglie si radunano per augurarsi un felice anno nuovo. Così molti membri della famiglia Boko, la famiglia di père Ange, si ritrovano attorno al padre e alla madre per salutarsi e cominciare insieme il nuovo anno. Il padre di père Ange ci accoglie venendoci incontro con un’andatura un po’ traballante, è un ometto piccolo di taglia, ma dà la sensazione di essere un uomo capace di comandare e di essere molto deciso. Sulla carta di identità ha circa novant’anni, ma in realtà il suo documento è stato fatto quando era già adolescente per permettergli di avere l’età necessaria per frequentare la scuola e lui afferma di ricordare con chiarezza eventi passati da più di novant’anni.

Il signor Eugene veniva già da una famiglia ricca di terreni, ma suo padre fu uno dei primi adi intuire l’importanza della nuova istituzione coloniale: la scuola. E lui a quanto pare si impegnò molto fino a diventare uno dei primissimi maestri di origine africana, e poi uno degli ispettori delle scuole della regione. E’ stato anche attivo nel sindacato e nei gruppi delle famiglie cattoliche. Questo suo impegno lavorativo e sociale lo ha portato fino in parlamento dove è stato eletto come deputato della repubblica ivoriana. Oramai è molto anziano e si gode la sua vecchiaia nella sua bella villa, un posto ricco, ma che non cade nella volgarità di ostentare le proprie fortune e che è arredata con un gusto che è molto raro in acfrica dove il kitch sembra essere la regola per mostrare il proprio successo personale.

Ci spiega con orgoglio che ha avuto ben quindici figli e che il figlio maggiore è morto mentre gli altri sono tutti dei lavoratori che si guadagnagno il proprio pane quotidiano e si lamenta un po’ che oggi non si fanno più molti figli e che quindi ha “solo” 35 nipoti, alcuni di questi sono già diventati genitori. A vegliare su di lui c’è sempre la moglie, più giovane del signor Eugene, ma anche lei è anziana anche se mantiene intatta una freschezza giovanile e un portamento nobile. Per la festa si è fatta una bellissima capigliatura di treccine che fanno sembrare davvero giovane questa donna tutta indaffarata per ricevere i suoi ospiti e i suoi figli. Père Ange è il più piccolo dei fratelli e si vede come gli altri lo tengano in considerazione sia perché è il più giovane e sia perché è sacerdote e in questa famiglia di tradizione cattolica  la presenza di un prete è vista come un grande motivo di orgoglio.

A tavola il padre si accomoda su una poltrona più comoda mentre noi sediamo accanto al fratello più grande che fa le veci del padre secondo uno schema immutabile e rigido della tradizione africana per cui è il fratello maggiore ad intrattenre gli ospiti che siedono al tavolo degli uomini, mentre le donne mangiano in disparte, come pure i ragazzi ed i bambini. Certo qui non è come al villaggio dove ai bimbi sono riservati gli avanzi, ma la gerarchia delle posizioni è comunque chiara. Però i giovani sono valorizzati e allora tocca ad un nipote dire la gratitudine di tutta la famglia per la nostra presenza, mentre le nipotine sono invitate a mostrare qualche passo di danza.

Il fratello più grande è stato segretario comunale ed è piacevole parlare con lui per capire meglio le dinamiche del paese e la gestione municipale e pensi che in fondo la Costa d’Avorio avrebbe bisogno di una classe dirigenziale innamorata del proprio paese e capace di arginare una corruzione che è davvero ad ogni livello. E se è molto bello condividere un pasto nella semplicità della foresta africana,  è molto bello anche essere ospitati da una famiglia benestante, ma umile e semplice che con poche attenzioni ti fa sentire ben accolto. In fondo anche questo è Africa e anche questo è missione.

Pubblicato da donlucapez

Prete dal della diocesi di Bergamo. Nato a Grosseto nel 1984. Ordinato il 22 maggio 2010. Curato dell'oratorio di Boltiere fino all'agosto del 2018. Dal novembre 2018 missionario fidei donum nella diocesi di Abengorou in Costa d'Avorio

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