Ti amerò per sempre

Finalmente sono in viaggio per rientrare in famiglia. Vorrei dire a casa, perché in fondo l’Italia è sempre casa per me, con i suoi colori, sapori, incontri, scambi, ma dopo otto anni non posso non considerare casa anche la Costa d’Avorio, il paese che mi ha adottato e che mi sta dando tanto. Sono stati mesi frenetici quelli di luglio e agosto, mesi pieni di attività che ho affrontato con entusiasmo, ma anche con certe fatiche.

Sono stati i mesi delle attività con i bambini, con una settimana di centro estivo loro dedicato, prima in città e poi nei villaggi. È sempre bello il sorriso dei bambini che resta una delle cose più affascinanti dell’Africa, mentre ti fissano con i loro occhi color liquirizia bagnata. 

È stato anche il tempo per dedicarsi ai giovani. Infatti gli animatori dei bambini sono tutti giovani, è il momento di cercare di mettersi all’ascolto, cercare di capire le loro difficoltà, molti di loro sono scoraggiati perché sono stati bocciati all’esame di maturità. La scuola ivoriana è davvero raffazzonata e spesso questi ragazzi vengono da famiglie semplici che non riescono a dare il giusto sostegno. Non mancano poi le mille distrazioni, dal cellulare, anche qui ormai compagno inseparabile, all’alcol, alla droga. A volte si tratta di giovani minorenni che affittano una casa e devono arrangiarsi in tutto, mentre i genitori restano al villaggio per coltivare i campi. Solo uno studente su tre passa l’esame e molti di loro si ritrovano a ripetere più volte l’esame. Con loro ho vissuto un fine settimana indimenticabile a Kouassi Andrekro, il più piccolo dei nostri villaggi, dove si è svolto l’incontro dei giovani. Con i giovani è stato un tempo di divertimento, ma anche di riflessione è condivisione, in un piccolo villaggio senza neppure la corrente elettrica. Eppure condividere la vita povera del villaggio fa intuire le fatiche e la dignità incredibile di questi fratelli.

È stato poi tempo per le visite, dapprima due giovani inviate dal centro missionario, poi la famiglia di don Marco. Se ricevere visite è sempre un impegno, spesso diventa anche un piacere. Le ragazze hanno saputo entrare con attenzione nella missione, non giudicando ma mettendosi a disposizione, non sempre è facile. La famiglia di don Marco è stata una presenza fantastica: Silvia, la petite sœur, sempre attenta e sorridente; Giuliano, suo marito in perenne assetto di servizio, sempre pronto a dare una mano e infine Mattia, Davide e Elena, i nipoti di don Marco, tre adolescenti che si sono messi in discussione in un viaggio non scontato…bravissimi. Nel mezzo abbiamo ricevuto pure la visita della parrocchia di Seriate, tre giorni intensi con i giovani dell’oratorio dove don Marco fu curato. Per me è stata l’occasione di condividere un pezzo del mio mondo con i tre preti che gli accompagnavano: don Fabiano, don Alberto e don Leonardo, tutti e tre amici di vecchia data del seminario. È bello sentire questa vicinanza. La loro esperienza è continuata poi con il servizio nelle case delle suore Poverelle, ma il loro passaggio nella missione diocesana ci ha fatto tanto piacere.

È stato tempo anche per vivere la settimana dei bambini disabili, loro che sono un pezzo importante della nostra missione e del mio cuore. È stato bello vederli contenti, vederli realizzare piccoli e grandi lavori, che per noi sono scontati, ma non lo sono per loro. Quest’ anno ho realizzato il sogno di portare in gita il mio amico Koffi… anche se un po’ stranito e affaticato è stato proprio contento di vivere questa uscuta nella città più vicina a noi ad un’ora di strada. Durante la strada del ritorno ha voluto sdraiarsi sui sedili per riposarsi, costringendo “mamma” Tehia a fare un bel pezzo di tragitto in piedi, mentre stava sdraiato sui sedili mettevo la mia mano sulla sua coscia per stabilizzarlo e rassicurarlo. Dopo un po’ di tempo, un animatore ha voluto mettere la sua mano al mio posto…ma appena Koffi se n’è accorto ha subito allontanato l’animatore e voluto la mia presenza, perché non tutte le mani che ti sostengono sono le stesse e Koffi mi ha fatto sentire tutta la sua stima!

La settimana dei bambini è stata anche l’occasione di salutare Sara, ragazza di 28 anni che da nove mesi è una presenza discreta e bella alla missione. La sua dolcezza e la sua sensibilità hanno accompagnato il suo lavoro di psicomotricista con i casi più disperati: bambini con severe paralisi celebrali, bambini autistici, bambini con ritardi cognitivi. Lei era sempre lì, troppe volte ad aspettare qualcuno che neppure si presentava e non si degnava neppure di avvisare. Con dolcezza, ma anche con il suo carattere schietto e deciso e quella missione di dare speranza anche dove la speranza sembra non esserci. È bello sapere che ci sono giovani tanto ricchi di risorse, pronti a mettersi in discussione e a condividere. Anche lei è in viaggio per rientrare e non posso che augurarle il meglio.

Infine è stato il periodo in cui ho perso un caro amico, non esserci al suo ultimo saluto mi ha fatto male, però in fondo è questo l’essere missionario. Ma so che tra mille disastri che ho combinato in questi mesi, se qualche cosa ho azzeccato è soprattutto per merito suo. Lui che mi ha insegnato che se non sai andare al passo degli ultimi, sei il primo dei miserabili. Grazie Gio, io continuo a sapere che ci sei e conto su di te… proteggi me, la tua famiglia e tutti quelli che ti hanno voluto bene, che sono veramente tanti. E quando dimenticherò qualcuno perché preso da molte cose inutili…fa’ che il tuo ricordo mi venga in mente e che possa rallentare un po’ per mettermi in ascolto e al passo di chi sta facendo fatica e riscoprire quanto è più bello così. Ti amerò per sempre amico mio.

Ti amerò per sempre

Pubblicato da donlucapez

Prete dal della diocesi di Bergamo. Nato a Grosseto nel 1984. Ordinato il 22 maggio 2010. Curato dell'oratorio di Boltiere fino all'agosto del 2018. Dal novembre 2018 missionario fidei donum nella diocesi di Abengorou in Costa d'Avorio

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