Domenica scorsa, dopo tanta sofferenza, Olivia ha lasciato questo mondo ingiusto. Anche al lebbrosario d’Adzopé non sapevano come gestire questo caso complicato, l’emoglobina era bassissima e il sangue per le trasfusioni non si trovava. Purtroppo il tema del sangue in Costa d’Avorio è grave, spesso manca e a volte la richiesta di sangue è legata a tristi commerci illegali, fra infermieri e medici che mercanteggiano a rialzo il prezzo fissato dallo stato. Walter va a trovarla un’ultima volta, lui che per due anni ha fatto di tutto per questa bambina perché potesse recuperare l’uso delle gambe, la trova fredda in una camera mortuaria, con le guance rigate da lacrime per dolore mentre il suo cuore cedeva.
In questi giorni è venuto in visita don Massimo Rizzi, responsabile del centro missionario di Bergamo ed ha potuto incontrare monsignor Jean Pierre, il nostro vescovo di Abengourou. Entrambi hanno un carattere effervescente e sono sempre attivi e si trovano molto bene insieme. Anche per questo il Vescovo da qualche giorno si è installato sulla nostra parrocchia, ha potuto parlare con don Massimo e firmare l’accordo tra la diocesi di Abengourou e quella di Bergamo per la costruzione del centro diurno per disabili. Il Vescovo ama molto la nostra parrocchia di Agnibilekrou dove ha vissuto alcuni anni della sua giovinezza e ha celebrato la sua cresima, e anche adesso che don Massimo è partito, continua ad abitare da noi, si riposa, e può trattare alcune questioni di questa parte nord della diocesi. Certo, per noi è un onore, ma anche una responsabilità accogliere il vescovo e, con un ospite importante, si resta sempre un po’ sulle spine. Ma monsignor Jean Pierre è una persona molto semplice e simpatica e mette a suo agio chi gli sta intorno.

Come dicevo in questi giorni il Vescovo Jean Pierre ha firmato l’accordo tra diocesi, aspettiamo adesso la firma del Vescovo Francesco a Bergamo e speriamo che questo sia un passo importante per continuare la cooperazione tra diocesi. Una caratteristica specifica della nostra missione che abbiamo coltivato in questi anni è stata proprio l’attenzione alla disabilità. Il progetto firmato prevede la costruzione di un centro diurno per disabili e di una casa famiglia per madri abbandonate con i figli disabili, sarebbe il coronamento dei nostri sforzi missionari. Purtroppo la burocrazia è tanta e i passaggi molto complicati. Se il Vescovo Francesco firmerà l’accordo cercheremo i fondi alla conferenza episcopale italiana, grazie ai fondi dell’8×1000, i progetti però sono tanti e speriamo di avere le caratteristiche adeguate. Insomma una firma che è un primo passo per una speranza perché situazioni tristi come quelle di Olivia non arrivino più.


Intanto si continua a lavorare, infatti don Massimo non è venuto da solo, ma ha accompagnato Giulia e Giulia. Entrambe sono già conosciute in missione, la “vecchia” così la chiamiamo per distinguerla, è già la terza volta che decide di passare qualche mese con noi, donandoci la sua professionalità di fisioterapista navigata. La giovane, ha fatto con noi l’esperienza di tre mesi come fisioterapista, ma ha deciso di ritornare per un’esperienza missionaria più lunga. Oggi, giovedì, il centro di fisioterapia è chiuso, ma invitiamo le mamme dei bimbi disabili a venire in parrocchia. Quando arrivo trovo un piccolo angolo di paradiso, Giulia “vecchia” ha messo della musica molto dolce e accarezza le mamme che a loro volta cullano il loro bambino. E nonostante la storia di Olivia, nonostante le fatiche, nonostante i fallimenti, penso che c’è ancora una bella umanità a cui dare spazio e penso a Colui che insegnava che il granello di senape è tanto piccolo, eppure tanto potente. Non stanchiamoci di seminare speranza.


