Per la prima volta entro nel dispensario delle suore poverelle di Agnibilekrou, qui tutti i giorni alcune suore con formazione infermieristica, con alcuni laici che qui lavorano, aiutano le persone fornendo assistenza medica al prezzo più basso possibile. In particolare è il reparto di oculistica che è particolarmente sviluppato, in alcuni mesi dell’anno è un’equipe di medici italiani che volontariamente presta il suo servizio gratuito per operare cataratte ed altri interventi, in Europa ormai di routine, ma che qui sono costosi e si fanno solo negli ospedali delle capitali. Suor Gertrude è congolese, bassa e ben in carne, sprizza energia in ogni sua azione, da quando la mattina comincia a cantare a gran voce le lodi mattutine, a quando incontra un povero ed un malato. Capisci che la sua vita è dedicata a questi poveri malati. E’ lei che gestisce il reparto di oculistica, visita, fa le prime diagnosi e redige il calendario di chi dovrà essere operato. Oggi ci mostra un povero disperato di un villaggio, da giovane aveva perso per via di una contusione l’uso di un occhio, più avanti ha trascurato il suo glaucoma: superficialità, ignoranza e la povertà che fa risparmiare su tutto, anche sulle cose più essenziali se quei franchi possono essere spesi per sopravvivere… In una notte, l’occhio di questo signore è letteralmente esploso, non ne rimane praticamente più niente. Suor Gertrude, che lo medica quotidianamente, oggi lo cura proprio davanti a noi, mostrandoci una situazione disperata. Quest’uomo ha solo 46 anni e per il resto della sua vita sarà completamente cieco. L’occhio esploso ha ora in corso un’infezione e bisogna sperare che questa non si diffonda e non crei ulteriori problemi e, per evitare che queste infezioni si ripetano, l’occhio dovrebbe essere asportato e sostituito da una protesi. Ma questo tipo di operazioni si fanno solo ad Abidjan per diverse centinaia di migliaia di franchi. Come chiederle a chi non aveva i soldi per comprare un collirio? Ed il dottore è stato chiaro: se i soldi non ci sono tutti risparmiate la fatica del viaggio. Pochi minuti nel dispensario e tutta la miseria dell’Africa con tutte le sue ingiustizie mi assale. Impotente, guardo, medito, prego… sapendo che una soluzione facile non si può trovare, ma che un mondo più giusto è nostro dovere cominciare a costruirlo. Come?

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