“Mi pare che per gli africani la prima basilare realtà si la vita. Noi invece tendiamo ad usare la vita, a servirci di essa. La vita non serve, non obbedisce ad essa ci si apre e la si serve. Ho l’impressione che gli africani provino un dominio, un’attrazione nei confronti della vita, paragonabile, per certi versi, all’atteggiamento che da noi hanno gli scienziati. Per loro, però non si tratta di una vocazione eccezionale, ma di una vocazione umana.”

Così scriveva Madaleine Delbrel, grande donna, cristiana vera e di “frontiera” evangelizzatrice delle periferie operaie parigine, arrivando in visita ad una comunità di sorelle ad Abidjan. Per gli africani alla base di tutto c’è la vita, una vita che in questi giorni abbiamo celebrato in ogni modo, in questa prima domenica di febbraio in cui tradizionalmente in Italia cade la giornata per la vita e che da tre anni caratterizza anche la parrocchia di Saint Maurice ad Agnibilekrou. La festa della vita comincia il sabato con la maratona (o meglio un decimo di maratona… e forse meno). Eccitati e determinati centinaia di parrocchiani si trovano al nord della città, ne punto prefissato, pronti per la piccola impresa: attraversare i 4 km che portano in linea retta fino all’altro capo della città alla parrocchia Saint Maurice… Pronti via! Qualcuno parte lanciatissimo, io seguo il mio ritmo e pian piano recupero qualcuno che non accetta l’onta di essere superato dal nuovo prete e con tutte le forze mi rimane attaccato, dopo la prima metà del percorso si arriva nel centro della città: la moschea, il mercato, i negozi più importanti, la gente guarda questo fiume di persone che corre o passeggia con tanta curiosità e simpatia: un evento mai visto ad Agnibilekrou! Arrivo bello cotto, il tempo per vedere che primo in generale non sono: ma sono il primo dei preti (pure l’unico), il primo dei bianchi, il primo degli italiani (e qui eravamo in 2!) Ma in questa corsa c’è di tutto: qualcuno allenato che ha corso per il primo posto, tanti bambini, tanti ragazzi, qualche anziano, donne, vecchie… per ultima arriva con la sua pettorina persino una signora in stampelle che giunge al cortile scortata da scout e volontari dell’azione cattolica che hanno svolto il servizio d’ordine della manifestazione. La donna invece di correre diretta al traguardo, si fionda alla grotta della Madonna di Lourdes suscitando ilarità e festa da parte di tutti i partecipanti alla gara che gridano al miracolo per il suo arrivo! “La prima realtà basilare è la vita”

E poi la domenica: l’unica messa del mattino è veramente piena di vita come ogni liturgia africana! Si canta, si suona, si danza, si prega. La festa della vita prosegue poi nel cortile della parrocchia che si riempie di migliaia di persone. Ogni gruppo è chiamato ad animare con qualche piccola iniziativa la giornata. Negli intermezzi si condivide il pasto e si estraggono in numeri della lotteria, si vince una televisione e una moto, ma anche un pacchetto di biscotti, la statuetta fluorescente della vergine Maria, una giacca a vento e pure una bella bottiglia di olio di palma… Basta poco qui in Africa per risvegliare la vita, ed ogni occasione è buona per festeggiare, condividere, stare insieme con semplicità. Vita condivisa, incroci di sguardi, di attenzioni, di parole, di doni: fare Chiesa è il bello della Vita!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: