…e il mio tutto che ancora si ostina a cercare una via…

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Il rosso è rosso, il verde è verde, il giallo è giallo così è finché non scopri che un popolo che qualcuno definirebbe “primitivo” dell’Amazzonia ha 16 modi per dire verde… Allora scopri che forse c’è una prospettiva diversa per vedere le cose. “16 modi di dire verde” è anche una canzone di Niccolò Fabi, scritta dopo un viaggio in Africa e dopo aver scoperto uno sguardo diverso sul mondo.

E poi a ben pensarci quanti verdi che ho incontrato nella mia vita. Il verde è il colore dei campi della maremma dopo le piogge primaverili, verde è il colore delle conifere che avvolgevano le passeggiate mie e della mia famiglia nelle nostre vacanze sulle Dolomiti, verde è il colore del mare quando il maestrale soffia forte, verde è il colore delle magliette che hanno accompagnato il pellegrinaggio da La Verna ad Assisi e da Ortona a Roma, verde punteggiato di mille fiori variopinti è il colore degli alpeggi delle belle Orobie all’inizio dell’estate. Verde è il colore che da alcuni mesi è preponderante quando alzo lo sguardo e osservo fuori dalla finestra. Quante sfumature di verde ci sono nella mia vita, ciascuna con una sua particolarità.

Per chi fosse capitato per caso in questo blog mi presento: sono Luca e sono nato nel 1984 nella mia bella maremma, a Grosseto, città natale di mia mamma. Sono però cresciuto a Bergamo, città natale del mio papà. E tra la maremma e la bergamasca, nella cura della mia famiglia e delle mie comunità è maturata in me la vocazione sacerdotale culminata con la mia ordinazione nel 2010. Da allora per otto anni intensi, forti e…fantastici, ho svolto il ruolo di vicario parrocchiale nel paese di Boltiere.  Al termine di questi intensi otto anni il Vescovo Francesco mi ha chiesto di essere missionario fidei donum in Costa d’Avorio.  Da cinque mesi la mia casa è la missione di san Maurizio ad Agnibilekrou, una cittadina ad est della Costa d’Avorio.

In questi mesi ho condiviso sulla pagina Facebook alcuni scritti di diario ed alcune fotografie. Il desiderio era quello di mantenere un contatto con le tante e belle persone che ho incontrato in Italia, è nato un piccolo scambio a distanza. Sebbene sia stato più fedele all’inizio del mio viaggio in cui tutto era sconvolgente e nuovo, rimane il desiderio di condividere uno sguardo diverso sulla realtà, una prospettiva, un modo diverso di dire verde. Senza la pretesa di insegnare particolari verità, ma con il desiderio di condividere piccoli pezzi di vita.

In questo blog ho messo tutti gli scritti di questi primi mesi di Africa che ho pubblicato su Facebook e, senza la pretesa di un racconto esaustivo, né un appuntamento fisso, pubblicherò qui nuovi punti di vista. Sui social rimarrà solo un link che rimandi alla pagina del blog. Intanto desidero prendere un po’ di distanza dalla piazza virtuale dei social, che rimangono un mezzo utile, ma a volte un po’ inadeguato per l’intimità di un diario. Qui potrai trovare racconti che parlano d’Africa, di sofferenza, di fatica, ma anche di gioia e di spensieratezza, insomma di vita in tutte le sue imprevedibili sfaccettature: dunque buona lettura e grazie della condivisione.

“E il mio tutto che ancora si ostina a cercare una via”…

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