Assemiankro è il più piccolo villaggio della nostra parrocchia, poche casupole costruite su una collina che domina un vasto bassofondo. Ci si arriva percorrendo tre chilometri di sentiero in cui la nostra Tata è una delle rare vetture a passarvi in tutto l’anno.

In questo mese in cui don Massimo è in vacanza mi prendo l’impegno di celebrare la Messa in tutti i villaggi almeno una volta, cominciando proprio dal più piccolo. Il villaggio non è certo molto popolato, ma rimango sempre stupito dalla quantità di bambini che vivono questi luoghi. Mentre arriviamo con la nostra vettura cominciano a spuntare da ogni dove per salutare e per ammirare uno spettacolo tanto raro.

Celebro la Messa in intimità con poche decine di persone e poi, come al solito, il catechista Jean Claude, ci ospita a mangiare. Più che un pranzo si tratta di una colazione dato che già alle 9.30 il riso con relativa salsa e pollo sono in tavola.  Mentre scambio parole con i catechisti, ecco spuntare un gruppo di bambini intenti a giocare. Una piccoletta tutto pepe tiene in mano un pallone… o meglio quel che resta di un pallone forato e completamente spompo. Insegue i suoi compagni ed al momento opportuno lancia il pallone in una sorta di palla prigioniera in movimento. Mi alzo e li seguo mentre giocano, i bambini se la ridono e si divertono un mondo con questa palla anche quando finisce nella spazzatura: una buca che accoglie scarti e rifiuti del villaggio. Ma in fondo nella nostra Italia una palla in quelle condizioni non sarebbe già da tempo finita in discarica?

Mentre seguo questo gruppetto di bambini ne trovo un altro, il più grandicello ha la maglia del Milan, vestigia di un tempo in cui la squadra italiana era la più forte del mondo. Alcuni hanno un gioco costruito da loro: hanno preso dei fiori a forma di palla e li hanno uniti con un pezzetto di gambo di legno verde, si forma così una piccola vettura a due ruote, il resto del gambo viene utilizzato per condurre la vettura in una simpatica gara automobilistica “floreale”.

Chiedo di poter guardare il loro giocattolo ed i bambini sono contenti di questa attenzione. Mi commuove il gesto del più piccolo che si avvicina a me e mi porge il suo bastoncino come a volermi donare il suo gioco. Così questo piccolo bambino di un villaggio sperduto dell’Africa diventa il principe del mondo, talmente libero nella sua piccolezza da potermi consegnare il poco che ha, in fondo lui può costruire tutti i giochi che vuole con due fiori ed un gambo, ma noi potremo ritrovare il segreto per la felicità?

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