Gli occhi di Chiara si riempiono improvvisamente di lacrime… è arrivata una decina di giorni fa con suo marito Daniele, una scelta controcorrente la loro: vivere il loro viaggio di nozze in missione, in compagnia di tre preti missionari, per condividere la nostra vita e la vita dei più poveri di questo mondo.

E da subito questa coppia di giovani sposi si è messa a disposizione della parrocchia nei lavori più semplici ed umili dato che non è un momento di attività particolari come può essere l’estate con la settimana dei bambini e gli incontri dei giovani. Così ci siamo ritrovati a pulire alcuni sgabuzzini che anche io, dopo quasi un anno di permanenza, ho scoperto esistere, abbiamo loro commissionato un cartellone che possa sottolineare il mese missionario straordinario indetto da papa Francesco, abbiamo tagliato l’erba della missione. E mai si sono tirati indietro di fronte alle piccole necessità della parrocchia

Ma soprattutto hanno attraversato le polverose strade d’Africa, rimanendone inevitabilmente affascinati ed invischiati. Dall’imbarazzo visibile il primo giorno in cui abbiamo attraversato il mercato colmo dei suoi sapori soffocati ed a tratti nauseanti, al coraggio di partire per fare qualche acquisto da soli, per fare un piccolo regalo comprare qualche biscotto da offrire per merenda a qualche bambino.

Sicuramente nelle nostre menti e nei nostri cuori rimarrà a lungo impresso il percorso per andare dal parrucchiere. Sabato mattina con i bambini dell’orfanotrofio ci rechiamo al campetto davanti alla sotto prefettura per un’epica partita di calcio. Ci si divide in due squadre improvvisate con solo i più grandicelli che sanno gestire la palla, ed i piccoletti che inseguono il pallone senza ben capire cosa stia succedendo. Alcuni sono troppo piccoli ancora per affrontare il campo e dopo poco si rifugiano con Chiara fuori dal campo. Il piccolo Andre è appena arrivato all’orfanotrofio e non ha ancora ben capito le regole del gioco per cui entra a gamba tesa senza alcun timore su grandi e piccoli, avversari e compagni di squadra: la sua temerarietà li fa guadagnare il nomignolo di Montero (indimenticabile centrale difensivo di Atalanta e Juventus). In generale in fase di interdizione nessuno si tira indietro e calci coraggiosi volano ovunque, ma in fase di costruzione manca un po’ di iniziativa… ma ci rifaremo con il tempo. La partita si chiude con uno 0 a 0 comunque condito dallo spettacolo e da un impegno non comuni…

E’ dopo questa sudata partita che alla direttrice viene in mente di andare dal parrucchiere. Così ci ritroviamo con 15 frugoletti sudati ad attraversare il caos del mercato di sabato mattina. Le moto sfrecciano indisciplinate, le macchine sono parcheggiate senza alcuna regola e senza alcun buon senso, i marciapiedi non esistono o sono occupati da bancarelle abusive, centinaia di persone si spostano in questo caos con disinvoltura e non curanza del nostro sforzo di preservare la vita degli orfanelli. Daniele e Chiara si caricano in braccio i due bambini più piccoli e gli altri si prendono per mano affrontando il percorso con disinvoltura.

Forse è proprio durante questo percorso che Chiara si innamora della piccola Ange che tiene in braccio, anche lei arrivata pochi giorni fa, è la più piccola dei bambini dell’orfanotrofio. La sua storia come viene ricostruita è drammatica: il papà ha abbandonato lei e la mamma disconoscendola come figlia e la mamma disperata l’ha lasciata all’orfanotrofio. Nonostante questi abbandoni Ange non ha smesso di aver fiducia nelle persone e ti riempie di sorrisi e, non curante del colore della pelle, guarda Chiara con tenerezza, si abbandona con fiducia tra le sue braccia e la chiama “mama”… Come non cedere di fronte ad una creatura tanto graziosa? E di contro… come è possibile abbandonarla?

Per i giorni restanti Chiara e Daniele provano a regalare ai bambini un po’ di attenzione, un abbraccio, un sorriso, una coccola che è stata loro rubata. E forse non ci credono, ma il bene che fanno e danno in questi giorni rimarrà nella vita in questi bambini… perché il male lascia segni che si cancellano difficilmente, ma il bene fatto gratuitamente… resta per sempre. Coltivare la fiducia di fronte al dolore… che sia questo il nostro unico compito? Anche se tutto questo, a volte, ti riempie gli occhi di lacrime…

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